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A proposito di tariffe biorarie

Stiamo vivendo, probabilmente disinteressati, una fase transitoria verso la piena liberalizzazione del mercato energetico.
Per tentare di arginare l'assalto nei confronti degli utenti (tentativo perartro molto labile) l'autorità per l'energia elettrica e il gas ha stabilito un profilo (Servizio di Maggior Tutela) calmierato con tariffe da lei fissate.

L'autorità, nell'ottica (penso) di un progressivo smantellamento del Servizio di Maggior Tutela ha stabilito che da Luglio 2010 sia introdotto obbligatoriamente, a meno di passare ad offerte tariffarie commerciali, la tariffa bioraria.

Iniziamo con una precisazione: bioraria non si intende come bio-oraria (che sembrerebbe un approccio ecologico), ma semplicemente bi-oraria.
Sintetizzando quello che trovate scritto sul sito dell'autorità il concetto di base delle tariffe bi-orarie è che consumare corrente di giorno (dalle 8 alle 19), dal lunedì al venerdì, costerà di più. Consumare di notte e nei weekend costerà di meno.

Non vengono esplicitati i rincari, relativi alla tariffa di punta, e gli sconti, relativi alla tariffa notturna, ma viene semplicemente detto che per mantenere invariato l'importo della bolletta il 66% dei consumi deve essere fatto di notte e nei weekend. Una bella fregatura.

Considerando che in una settimana ci sono 168 ore, le 55 ore di fascia alta corrispondono al 32,73 percento. Quindi, secondo l'autorità, è lecito chiedere al cliente di contenere i propri consumi nelle ore di punta nella misura massima del 34%. Quello che non considera è che normalmente le persone di notte dormono, e non consumano corrente.
Nei fatti questa formulazione tariffaria comporterà generici aumenti nell'utente medio. A meno di adottare alcuni accorgimenti.

Accorgimenti e contromisure

Nella comunicazione che sta facendo circolare l'autorità è contenuto un generico consiglio:

Per risparmiare, sarà necessario usare alcuni elettrodomestici (ad esempio lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, ferro da stiro, ecc.) negli orari e nei giorni con prezzi più convenienti.

Consiglio tanto lapalissiano, quanto difficile da mettere in pratica: considerando che nel 90% delle abitazioni il bagno è contiguo alle camere da letto e che il 90% delle lavatrici non sono silenziose e sono proprio ubicate in bagno, chi riesce a dormire con la lavatrice che ti centrifuga nel cuore della notte?
Chiaramente la prossima lavatrice che acquisterò dovrà soddisfare requisiti di silenziosità, ma perché devo ora buttare via una lavatrice tripla classe A che va ancora bene?

In realtà della fascia ridotta notturna quello che rimane utilizzabile, senza disagi e in base al mio stile di vita, sono due scampoli orari: dalle 19:00 alle 23:00 e dalle 6:30 alle 8:00.
Conoscendo queste fasce, e sapendo che non possiamo utilizzare due grandi elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, scaldabagno, forno) contemporaneamente è necessario stendere un vero e proprio piano di battaglia.
Eccone uno di esempio, frutto di un tentativo di accordo familiare:

Ora inizio Ora fine Attività
6:30 8:00 Lavatrice
19:00 20:00 Ferro da stiro o grill o microonde
20:00 21:00 Phon o cicli brevi lavatrice
21:00 21:50 Lavastoviglie

 

Un piano di battaglia, da rispettare categoricamente, è fondamentale per evitare di utilizzare energia elettrica nelle ore di punta. Perchè le ore a disposizione sono veramente poche...
Va poi detto che alcuni elettrodomestici consumano 24 ore su 24, e non possono essere impostati per funzionare solo la notte: frigoriferi, congelatori, autoclave, caldaia, citofono etc.
Elettrodomestici che accumulano, per conto loro, già una bella fetta di consumi, bruciando rapidamente quel 34% di quota.

Pianificando i consumi, magari su base settimanale, è possibile addririttura risparmiare con le nuove tariffe bi-orarie. Sarà, però, come vivere in casarma...

L'alternativa alle tariffe bi-orarie è il libero mercato. Sul sito dell'autorità trovate un interessante servizio di confronto delle tariffe il cui risultato è però scontato: la tariffa di maggiore tutela è complessivamente la più conveniente. Ci sono alcune condizioni per cui si può risparmiare fino a 100 euro/annui, ma ci sono anche tariffe che -a parità di consumi- comportano maggiori spese quantificabili anche il 5/600 euro/annui.
Quindi attenzione!

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